venerdì 25 agosto 2017

L' ABUSIVISMO EDILIZIO, NECESSITÀ O DOLO? CHE COSA E' VERAMENTE E DA COSA NASCE? ( parte 1)

PREMESSA
In questi giorni dopo l'ennesimo calamità naturale che ha colpito il nostro Paese vedi il Sisma che ha colpito l'isola di Ischia (NA) come già avvenuto prima del per l'episodio di Amatrice (RI) nell'agosto scorso si torna a parlare di un tema fondamentale: ossia il l'abusivismo edilizio.
Leggo titoli come questo sui giornali questo: Ischia: sul terremoto lo spettro dell’abusivismo edilizio oppure come questo: Cantone: "Abusivismo edilizio, no a tutte le sanatorie" oppure questo: Chi ha ragione tra il Pd e Di Maio sull'abusivismo edilizio? capisco sempre di più che un post che possa spiegare le cause di questo fenomeno ed aiutare a trovare la soluzione migliore, non interessandomi a dare ragione a questo o a quello, ma m'interessa veramente fare chiarezza su un tema spinoso come l'abusivismo edilizio avendo dalla mia parte un minimo di competenza tecnica ed esperienza pratica sia come professionista che come costruttore edile per poter affrontarlo.


PERCHE' NASCE L'ABUSIVISMO EDILIZIO IN ITALIA?

Innanzitutto l'Italia è un paese edificato ormai dalla notte dei tempi: si parte dall'epoca romana, ormai oltre 2.000 anni fa attraversando tutte le ere da Rinascimento al Risorgimento per arrivare fino e gli immobili hanno seguito l'esigenza umana e l'abusivismo già a quei tempi esisteva, se avete dei dubbi credo che Alberto Angela qui dal minuto 5:00 in poi spieghi molto bene questa cosa (consiglio di vedere il video è molto esplicativo).
L'abusivismo già in età romana nasceva per dare una risposta all'eccessiva crescita della città ed ad una regolamentazione assai rigida, intendiamoci bene, la regolamentazione era necessaria, ma non si basava ancora come oggi su un analisi della demografia non esistevano strumenti per analizzare una mole di dati impressionanti quali: nati e morti, immigrazione, esigenze commerciali, esigenze industriali, esigenze ricreative...per cui era molto molto più difficile realizzare un PRG come lo intendono i tecnici odierni.

TAPPE DELL'EVOLUZIONE URBANISTICA IN ITALIA

In questo post spiegavo come la progettazione di un immobile seguisse la pianificazione del territorio e di come entrambe si fossero sviluppate tecnologicamente nel tempo e come avessero influenzato il modus operandi di realizzazione di un edificio.

  •  In Italia i primi vagiti della normativa edilizia si hanno già nel 1865 con la legge n°2359 ed una sua più rapida evoluzione nel 1942 con il regio decreto 1150, tuttavia SOLO negli agli settanta lo strumento urbanistico diventa di controllo di assetto del territorio per cui vi lascio immaginare cosa possa essere successo fino ancora a quel momento.
  • Dagli anni 70 in poi c'è anche  stata la nascita delle Regioni dove la potestà legislativa in tema di edilizia ed urbanistica è CONCORRENTE con lo Stato. Infatti se le linee guida generali sono Statali, la Regione ha piena autonomia sul governo del territorio, tradotto disciplina la pianificazione urbanistica territoriale approvando i piani urbanistici comunali.

  • Altro notevole cambiamento è rappresentato dalla legge "Ponte" (la n°765 del 1967) dove è stata introdotta una sorta di "legittimazione urbanistica" per il trasferimento d'immobili  ante 2 settembre 1967 (auto dichiarazione) dovuta a: Carenza totale o parziale di documentazione fino ad allora presente, edificazione in comuni dove non sempre era presente un piano regolatore e difficoltà nell'accedere agli archivi comunali per le vecchie pratiche. Al 2 settembre 1967 la situazione legislativa degli immobili era questa:
    • Ante 1942: tutti gli immobili sia dentro che fuori i centri abitati erano legittimi anche senza titolo edilizio
    • Dal 1942 al 1967: gli immobili legittimi sono quelli sono fuori dai centri abitati, quelli in nei centri no
    • Dal 2 settembre 1967: tutti gli immobili non provvisti di titolo edilizio sono illegittimi
  • Condono edilizio del 1985 (L. 47/1985)
  • Condono edilizio del 1994 (L. 724/1994)
  • Condono edilizio del 2003 ( L. 326/ 2003)
  • Testo Unico Edilizia (D.P.R 380/2001): la raccolta finale di tutte le norme urbanistiche ed edilizie previgenti fino ad allora e che fino ad allora hanno sempre operato in modo disordinato e sparso Ancora oggi rappresenta la "Bibbia" per ogni tecnico del settore sia pubblico che privato.
Ovviamente andare a risalire alle vecchie pianificazioni comunali anni 40 è problematico anche perché da allora le città si sono espanse molto per cui quello che allora poteva essere periferia oggi sarebbe zona quasi centrale, da ciò in base allo schema sopra si è originata grande confusione che poi ha contribuito in modo deciso all'abusivismo edilizio, senza contare l'apporto di Regioni che spesso normavano in contrasto con la norma statale per creare ulteriori problemi. 

Esempio: considerare che per uno stesso immobile realizzato ad esempio negli anni 40 (senza obbligo di concessione)  possano poi essere presenti titoli abilitativi per le variazioni successive (ad esempio per ampliamenti fatti negli anni 70 e 80) e variazioni interne fatte negli anni 90. 
Non sono casi rari tenendo conto che degli oltre 56 milioni di unità immobiliari presenti in banca dati all'Agenzia delle Entrate al 2014, un buon 2/3 siano fino anni 70; inoltre nei Comuni la documentazione edilizia degli immobili è conservata per anni e mesi, quindi variazioni successive fatte in anni e mesi differenti vengono conservate in faldoni differenti, contribuendo a rendere difficoltose le ricerche a posteriori.

Nel prossimo articolo continueremo a parlare di abusivismo edilizio trattando in maniera specifica la parte dei condoni edilizi per poi arrivare in ultima battuta sul Testo unico dell'edilizia.